sabato 6 ottobre 2012

Esercizi di realtà





  Last week our picture window
  produced a half-world 
  heavy and hollow
  hit by brown bird

giovedì 4 ottobre 2012

Esercizi di realtà

N. 3 Godot potrebbe anche non arrivare mai.

E' lui che stai aspettando?

mercoledì 3 ottobre 2012

Esercizi di realtà

N. 2 Il dolore del corpo

I muscoli indolenziti dopo il primo allenamento di nuoto.
L'utero di Paola, e il suo fegato stremato. E il cuore di Matteo.
La mano della nonna che afferra la mia e la stringe,  chiedendole di non lasciarla sola. Tutta la vita che resta, concentrata nelle dita.
Il mio stomaco ristretto.

martedì 2 ottobre 2012

Esercizi di realtà

N.1 La libertà non si compra. Ma si paga.
Oggi, al prezzo di un'auto usata.


lunedì 1 ottobre 2012

Candygirl

"Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito."
(cit.)


venerdì 28 settembre 2012

All that glitter






     Love making 
    On screen 
    Impossible dream

sabato 11 febbraio 2012

Lo shopping cura tutte le ferite...anche le distorsioni alle caviglie.

Il signore sta forse girando un remake di "Le onde del destino" di cui io sono la protagonista inconsapevole. mi sono lamentata del dovere andare al lavoro di sabato mattina e poco dopo mi sono distorta una caviglia, alzandomi elefantescamente da davanti al computer.
niente ufficio ma in compenso non riesco a camminare.
Però sono riuscita ad arrancare fino dal dottore e poi al negozio di scarpe. e comprarne due paia. Quando si dice la forza di volontà!

Ora se fossi una persona un po' più profonda e soprattutto meno pigra, scriverei qualche riga di riflessione sul fatto che per comprami due paia di scarpe, spendendo quasi 200 Euro, ho avuto bisogno di essere spronata da mia mamma che mi incalzava con "dai te li pago io", "dai è un sacco di tempo che non ti compri un paio di scarpe" e di continuare a sciorinare giustificazioni lungo tutto l'innevato tragitto verso casa:
- "mi servivano"
- "mi dureranno per un sacco di tempo"
- "le uso anche in primavera"
- "in fondo i soldi li ho e lavoro perciò posso farlo"
- ecc... ecc....

Ho addirittura sentito la necessità di condividere i miei acquisti con il mondo intero comunicando la notizia tramite FB, con tanto di foto e commento sull'essere spendaccioni.
Una sorta di outing o mea culpa telematico per confessare al mondo che avevo speso i miei soldi per comprare 2 paia di scarpe forse non così necessarie.

Infine, in ultimo tentativo di calmare i miei sensi di colpa consumistici, sono ricorsa al pensiero auto-assolvente del "c'è gente che spende molti più soldi di me in vestiti e scarpe".

Ma è possibile che io sia così poco libera dal moralismo anticonsumista (di cui io stessa, da adolescente, ero una delle più accorate sostenitrici) e più in generale da qualsiasi tipo di giudizio e dogma sociale, da non sentirmi nemmeno in diritto di spendere come voglio i miei soldi?

Il cammino per la libertà è ancora lungo...e io ho pure una caviglia dolorante.